Presentosa gioiello tipico abbruzzese
La Presentosa, un gioiello antico nato in Abruzzo tra Settecento e Ottocento che racconta amore, promesse e identità attraverso uno o due cuori in filigrana.
In un piccolo paese dell’Abruzzo, quando si apriva il cassetto “buono” della credenza, non si trovavano solo oggetti preziosi. Si trovavano storie.
Avvolta in un fazzoletto di lino, spesso ricamato a mano, riposava la Presentosa. Veniva tirata fuori nei giorni importanti: una festa patronale, una promessa di matrimonio, un anniversario. Non era un semplice gioiello da indossare. Era un segno visibile di qualcosa che era stato scelto, dichiarato, riconosciuto.
Le sue origini risalgono tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, in un territorio dove l’arte orafa aveva già sviluppato una straordinaria competenza tecnica. In particolare nell’area di Guardiagrele e dell’entroterra chietino, la lavorazione della filigrana in oro era una vera eccellenza. Fili sottilissimi, quasi impalpabili, venivano intrecciati a mano con una precisione che richiedeva ore di lavoro e una pazienza silenziosa. La forma circolare della Presentosa non era casuale. Il cerchio richiama il sole, simbolo di vita, energia e fertilità. In molte culture mediterranee, il sole rappresenta protezione e prosperità: portarlo sul petto significava portare luce e buon auspicio vicino al cuore.
Ma è il centro della Presentosa che racconta la parte più intima della storia.

Un cuore solo: il tempo dell’attesa
Quando al centro compare un unico cuore, il significato è chiaro per chi conosce quel linguaggio antico. La giovane donna non è ancora promessa. È nel tempo dell’attesa.
Il cuore singolo rappresenta l’identità personale, la purezza, la possibilità ancora aperta. In una società dove i simboli comunicavano più delle parole, quel dettaglio diceva: “Sono pronta, ma non ancora scelta”. Non è un’assenza, è uno spazio. Uno spazio che può essere colmato.
Era un gioiello che parlava di speranza, di desiderio, di futuro.
Due cuori: la promessa ufficiale
Quando invece al centro della Presentosa compaiono due cuori affiancati o intrecciati, il racconto cambia. È il segno dell’amore corrisposto.
Due cuori significano fidanzamento ufficiale. L’uomo dona la Presentosa per “presentarsi” alla famiglia della donna, dichiarando pubblicamente le proprie intenzioni. Non è un gesto privato: è un atto sociale, riconosciuto dalla comunità.
Talvolta i due cuori sono sormontati da una piccola corona, simbolo di impegno solenne e di unione destinata al matrimonio. In alcune varianti compaiono elementi floreali o motivi stellati, che richiamano fertilità, continuità e protezione divina.
Ogni dettaglio aveva un senso. Nulla era decorativo per caso.
Dalla tradizione popolare alla cultura letteraria
Nel corso dell’Ottocento la Presentosa si afferma come elemento distintivo del costume tradizionale abruzzese. Non era soltanto parte della dote, ma un segno di identità femminile. Le donne la indossavano appuntata sul petto, sopra il corpetto ricamato, durante le celebrazioni religiose e le feste di paese.
Il gioiello entra anche nella letteratura grazie a Gabriele D’Annunzio, che nel Trionfo della Morte descrive una donna con una Presentosa d’oro traforata, con due cuori nel mezzo. Quel passaggio contribuisce a trasformare il gioiello in simbolo identitario dell’intera regione.
Da oggetto d’amore diventa emblema culturale.
Nel Novecento la Presentosa continua a essere realizzata anche in argento, diventando più accessibile ma mantenendo la struttura originaria. Ancora oggi gli artigiani abruzzesi la producono seguendo tecniche tradizionali di filigrana, tramandate di generazione in generazione.
La Presentosa e il linguaggio dei dettagli
Ciò che rende la Presentosa così affascinante non è solo la sua bellezza. È il fatto che sia un linguaggio silenzioso.
Un cuore o due.
Una corona o un semplice intreccio.
Oro o argento.
Ogni scelta racconta una fase della vita, uno stato, un’intenzione.
E forse è proprio questo il motivo per cui continua a emozionare. In un’epoca veloce, dove le parole si consumano rapidamente, la Presentosa ricorda che i simboli durano. Che la qualità richiede tempo. Che l’amore, come la filigrana, si costruisce filo dopo filo.
Non è soltanto un gioiello abruzzese.
È un modo antico di dire: “Ti scelgo”.
E quando qualcosa viene scelto con cura, resta. Proprio come le storie più belle.
La Presentosa e l’ospitalità
Raccontare la Presentosa significa anche raccontare il valore dei dettagli e delle tradizioni.
Ogni B&B autentico fa lo stesso: trasmette storia, identità e cura. Come la filigrana intrecciata, anche l’ospitalità si costruisce con pazienza, attenzione e amore per la propria terra.
Ospitare non significa solo offrire un letto comodo o una colazione gustosa. Significa far sentire chi arriva parte di una storia, trasmettere un legame con il territorio, i suoi simboli e le sue persone.
Proprio come la Presentosa, un piccolo gioiello può raccontare grandi storie.






