A Sulmona la Pasqua è la Madonna che Scappa in Piazza
I riti della Settimana Santa a Sulmona culminano con un evento che ormai trascende i confini della città per richiamare ogni anno sempre più visitatori anche stranieri.
È il giorno della Madonna che Scappa in Piazza, uno dei riti più emozionanti e identitari d’Abruzzo, capace di trasformare un’intera città in un palcoscenico di fede, teatro e tradizione. È una manifestazione che affonda le sue radici, come da documenti rinvenuti negli archivi locali, addirittura nel 600, se non nel Medioevo. Manifestazioni simili si ritrovano in molte zone d’Italia, dal Piemonte fino alla Sicilia e in tutte il tema centrale è l’incontro tra Madre e Figlio risorto.

La manifestazione di Sulmona si differenzia per la corsa compiuta dalla Vergine dopo aver scorto il Cristo risorto e questo la rende molto simile alle rappresentazioni che si svolgono in alcune località della Sicilia dette Aurore.
Sin dal mattino della domenica di Pasqua piazza Garibaldi, una delle piazze piu belle del centro italia, inizia a riempirsi di gente alla ricerca del posto migliore e anche i balconi che si affacciano sulla piazza ben presto si riempiranno di persone. Alle 11:30, dopo la messa presieduta dal vescovo nella chiesa di Santa Maria della Tomba, parte la processione della Confraternita della Madonna di Loreto che accompagna la statua del Cristo Risorto che verrà posizionata sotto l’arco centrale del bellissimo acquedotto Svevo.
Le statue degli Apostoli Pietro e Paolo che lo accompagnano proseguiranno invece, precedutedallo stendardo della Confraternita e dai confratelli coni tipici lampioni fino alla chiesa di San Filippo, nella parte opposta della piazza.
All’interno della Chiesa la Madonna, vestita di nero e con un fazzoletto bianco nella mano per asciugare le lacrime, è chiusa nel suo dolore. Intanto la piazza è ormai stracolma di gente, viene solo lasciato aperto un corridoio per il passaggio della corsa, i balconi sono ormai stracolmi di gente e l’attesa si inizia a fare davvero trepidante. Gli Apostoli si avvicinano alla chiesa per annunciare alla Madonna che il Figlio è risorto. Il primo a bussare per mano di un confratello sarà Giovanni, ma Maria non gli crede.
Torna indietro e sarà Pietro a bussare nuovamente, ma ancora niente. La folla intanto inizia ad acquietarsi.
L’apostolo Giovanni torna nuovamente a bussare ed ecco all’improvviso aprirsi lentamente il grande portone. La Madonna si affaccia e inizia a scendere, accompagnata dagli apostoli che si fermeranno ai bordi della piazza. La Madonna è portata da quattro confratelli Lauretani (la cosiddetta quadriglia che è stata estratta a sorte nei giorni precedenti) che procedono con il tipico passo dello struscio che contraddistingue anche la processione del Venerdì Santo. La piazza ormai è muta, conscia che qualcosa sta per accadere.
Arrivata all’altezza del fontanone, la splendida Fontana al centro della piazza, finalmente la Madonna scorge il Figlio Risorto e all’ordine impartito dal capo quadriglia, alle 12 esatte, inizia la corsa della Madonna, rapidissima quasi impossibile da credere per chi non l’abbia mai vista.
In un attimo, con un ingegnoso sistema di fili conosciuto solo dalla Confraternita e dalla famiglia d’Erasmo che ha il privilegio di vestire la Madonna da sempre, il manto nero e il fazzoletto bianco cadono lasciando il posto ad uno splendido abito verde ricamato d’oro e ad una rosa rossa mentre si liberano in volo 12 colombe bianche.
La piazza esplode in un applauso fragoroso e liberatorio tra lacrime ed abbracci. È un attimo che dura pochi secondi, ma che vale un anno intero. Se la sequenza si svolge senza particolari intralci questo sarà auspicio di cose positive nel caso in cui qualcosa dovesseandare storto sarebbe presagio di sventure. Peggio ancora se si dovesse verificare la caduta della Madonna così come nel 1914 e nel 1940 la caduta fu messa in relazione allo scoppio delle due guerre mondiali. Per i sulmonesi la Madonna che Scappa non è solo un rito religioso: è un patrimonio emotivo, un legame profondo con la propria storia.
Ogni famiglia ha un ricordo, un aneddoto, un posto “di tradizione” da cui assistere alla corsa.
Ogni anno si discute della velocità, della perfezione dello scatto, della caduta del manto — un dettaglio che, se non avviene al momento giusto, viene letto come un presagio.
È un rito che unisce generazioni, che parla di speranza, rinascita e appartenenza.
Un’esperienza da vivere
Chi assiste per la prima volta resta colpito dall’energia collettiva:
la piazza gremita come un anfiteatro naturale è unita in un unico afflato collettivo e il boato finale, quasi catartico.
È un evento che non si guarda soltanto: si sente.
La forza della Madonna che Scappa sta nella sua natura duplice:
è un rito religioso, profondamente sentito, è una rappresentazione scenica, con tempi, gesti e simboli codificati, è un evento sociale, che coinvolge l’intera città.
In questo intreccio di sacro e popolare, Sulmona ritrova ogni anno la propria voce.
Vivere questo evento ti permette di entrare nell’anima stessa della città, parte di un evento unico e indimenticabile.






